Buon compleanno alla nuova Tunisia
14 Gen 2012

Oggi in tutta la Tunisia è stata festa nazionale: il 14 gennaio dell'anno scorso Ben Ali veniva deposto dal potere a furor di popolo e mai espressione risultò cosi appropriata. In realtà è sopratutto a Tunisi che c'è stata una grande manifestazione popolare sulla Avenue Bourghiba che è stato il luogo simbolo della Rivoluzione. Donne e uomini di tutte le età e ceto sociale sono scese pacificamente in piazza per ricordare questo avvertimento e per ricordare ai loro rappresentanti eletti nelle istituzioni che intendono vigilare sul loro operare.
A Douz sono stati sopratutto gli studenti a manifestare sulla Piazza dei Martiri appendendo una brutta caricatura del tiranno con le orecchie d'asino. Poi ci sono state proiezioni e dibattiti, ma la partecipazione è stata limitata.
In realtà in città si commemora questo avvenimento dal 12, giorno in cui due manifestanti hanno perso la vita sotto i colpi della polizia. In generale comunque il tutto ha sollevato poco entusiasmo e partecipazione.
I giornali e gli altri media fanno un primo bilancio sugli avvenimenti accaduti in questo anno e sembra prevalere un ottimismo moderato. In positivo si valutano:lo svolgimento corretto delle elezioni,il ruolo democratico dell'esercito, la elezione tempestiva di un nuovo governo. In negativo: la situazione economica complessiva che stenta a migliorare, la disoccupazione che aumenta quotidianamente, il comportamento talvolta irresponsabile di chi vuole tutto e subito.
L'attività delle istituzioni è comunque visibile e appare oramai evidente che i partner privilegiati della ripresa saranno la Turchia e il Quatar il quale proprio oggi ha versato nelle banche tunisine 300 miliardi di euro come prestito non oneroso per l'aiuto alle iniziative di carattere economico.

Volendo comunque trarre una sintetica conclusione si potrebbe dire che i problemi sul tappeto sono molti e che le soluzioni non saranno semplici, ma se guardiamo lo scenario della cosiddetta primavera araba dobbiamo constatare che la Tunisia è l'unico paese ad essere avviato con un percorso chiaro verso un cambiamento democratico. 
Infatti molto più precari sembrano i processi in Egitto e Libia, per non parlare di Siria,Yemen,Barhein,Arabia Saudita. 

Per quello che riguarda il turismo sahariano i dati sono incoraggianti, a ottobre si è avuto -50% sull'anno scorso a novembre -40% e a dicembre -28%, sembrerebbe quindi che la ripresa è in atto anche se lentamente.
In effetti anche a occhio si è notato un certo movimento anche se non c'erano i numeri degli anni passati, tutti o quasi gli organizzatori hanno fatto gruppi di auto e moto creando in qualche giorno anche qualche ingorgo fastidioso in posti di solito deserti come El Mida o Dekanis per non parlare di Ain Oudette Trechette.
Ieri chiedendo un bilancio a Commissario Regionale per il turismo ho provato a sostenere che se aprissero al transito altre zone ora vietate, probabilmente si registrerebbero ulteriori miglioramenti. Il Commissario dopo essersi detto d'accordo ha promesso di perorare la causa con il suo collega di Tataouine per migliorare la situazione al più presto. In conclusione però non ha mancato di farmi notare come alcuni organizzatori vadano in giro senza le necessarie autorizzazioni e talvolta anche in zone in cui non è permesso andare.
Credo anche io che sarebbe bene rispettare le regole e non portare la gente in posti dove non si può andare, magari poi solo per vantarsi di essere più bravi degli altri, perché poi può capitare di rompere un auto e si viene scoperti...
Questi comportamenti non aiutano chi vuole viaggiare in queste zone e voglio solo ricordare che le restrizioni che ci sono da alcuni anni sono da addebitare al comportamento irresponsabile di alcuni.

Buon compleanno alla nuova Tunisia

Stefano Fazzini
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