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| Il viaggio di avvicinamento |
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| 02 Apr 2011 |
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Cari amici, purtroppo mi è mancato il supporto logistico previsto per questa mia ricognizione, ma comunque sono operativo e cercherò di sopperire in qualche modo.
Sono a Tunisi da sabato sera. Il viaggio in nave è andato senza alcuna novità di rilievo, ma la nave in servizio era una bellissima nave da crociera perché quella normalmente usata sulla rotta Civitavecchia/Tunisi era stata dirottata su Lampedusa. Ma anche questa nave trasportava solamente passeggeri tunisini: nessun europeo in vista, nessun fuoristrada,nessuna moto. Ho parlato con diversi tunisini che viaggiavano con me e in particolare con Rabia e Mohamed. Il primo mi ha colpito perché parlava praticamente fabrianese, che è poi la mia lingua madre, giovane autista di 28 anni rientrava in Tunisia per vedere di iniziare una sua attività in patria ora che le cose finalmente sono cambiate. Mohamed invece. anche lui ottimo italiano, vive a Trento e anche lui rientrava per tentare di mettere su una sua attività nell'ambito dell'arredamento delle cucine di casa. Ho pensato che era molto buffo verificare che noi scendevano su una rotta grossa modo parallela a quella che andava da sud verso nord con dei tunisini che invece fuggivano dalla Tunisia. Ho chiesto ai miei compagni di viaggio come mai questo fenomeno di massa e chi fossero tutti questi migranti. Nessuno dei due ha avuto dubbi: tre sono le componenti 1) membri del partito di Ben Ali, l'RCD, e comunque persone compromesse con il vecchio potere, 2) evasi dal carcere, 3) tunisini provenienti dalla Libia in fiamme. Da quando sono iniziati i bombardamenti sono rientrati in Tunisia 115.000 tunisini che hanno perduto il loro lavoro. Alla dogana tutto è stato molto più veloce del solito, meno di un'ora per uscire dal porto. Però la Tunisia si rinnova, ma i doganieri no. Ero quasi passato indenne quando all'ultimo sportello, quello per il rilascio del permesso di circolazione del veicolo, c'era una bella signorina in divisa che mi ha chiesto direttamente cosa le avessi portato in regalo, io ho detto altrettanto francamente che speravo che questa brutta abitudine fosse finita con il vecchio regime, lei ha insisito e allora le ho detto che se voleva la invitavo a cena, lei ha detto che era fidanzata e la conersazione si è conclusa così. Queste sono le primisseme impressioni, il seguito alla prossima. |
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| Stefano Fazzini |
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