Un trekking che non dimenticheremo
Un trekking che non dimenticheremo Un trekking che non dimenticheremo
Un trekking che non dimenticheremo
03 Mag 2011
Trekking in Tunisia
da Ksar Ghilan a Douz
16-24 aprile 2011

Erano alcuni anni che mancavamo dalla Tunisia e nel febbraio scorso con un gruppo di amici avevamo deciso di fare un trekking zaino in spalla (da Ksar Ghilane a Douz) di circa 90 chilometri.
La rivoluzione dei gelsomini ci aveva preoccupato perché i media nazionali ed esteri avevano diffuso notizie di scontri in varie città tunisine (anche a Douz), rappresentando la Tunisia come un paese instabile nel quale tutto poteva succedere, dall’aggressione ai turisti occidentali, ai predoni che potevano trasformare una vacanza in una disavventura.
Perfino il sito del Ministero degli Esteri “viaggiare sicuri”, troppo poco aggiornato, dava notizie non proprio confortanti, specialmente nel centro-sud del paese.

Allora, siccome il richiamo del deserto era molto forte, ma non volevamo metterci a rischio, abbiamo sentito spesso Stefano e letto le notizie che erano presenti sul sito “La maison du voyageur”, curato da lui.
Stefano ci ha più volte rassicurato e, considerata la sua correttezza e professionalità, abbiamo preparato gli zaini e con il passaporto in bocca siamo partiti, anche se con un poco di preoccupazione.
Il gruppo era composto da 4 giovani e da 4 non più giovani (quattro dei componenti per la prima volta affrontavano un viaggio del genere).

16 aprile: Roma-Tunisi-Tozeur
Volo perfetto e sistemazione VIP nel palmeto di Tozeur (un lodge le cui comodità non si possono pensare se non le si vedono; forse per confortarci per il resto del viaggio?) con una cena squisita veramente tipica.
17 aprile: Tozeur-Chebika-Tamerza
Escursione nelle oasi di montagna
18 aprile: Douz
Preparativi per il trekking e arrivo a Ksar Ghilane (con relativo bagno nella pozza) e pernottamento in tenda
19 aprile
Partenza per il trekking e prima notte con pernottamento tra le dune
20 aprile
Secondo giorno di trekking tra le dune rosate dello Smilet
21 aprile
Arrivo a Douz attraversando le sue bianche dune.
22 aprile
Meritato riposo a Douz (cura delle bolle, escoriazioni, ferite e doccia) e un volo sull’extraleggero (non avevo mai visto il deserto dall’alto)
23 aprile
Partenza per Djerba con visita alle case troglodite di Matmata
24 aprile
Djerba-Tunisi-Roma

Tralascio le sensazioni che abbiamo provato perché da un lato non è possibile esprimerle e dall’altro sono ben conosciute dai frequentatori del deserto, ma vorrei fare alcune considerazioni sulla nostra esperienza.


La prima considerazione
La situazione attuale della Tunisia, in base alla nostra recente esperienza.
Negli otto giorni che vi abbiamo trascorso non c’è stato un attimo di tensione, il minimo contrattempo, la minima sensazione di non essere totalmente in sicurezza. I media sono molto importanti per la diffusione delle notizie, ma in questo caso hanno diffuso informazioni che sono al di là di ogni immaginazione, fomentando una paura del tutto infondata. Siamo stati accolti in maniera, se possibile, migliore delle altre volte che siamo stati in Tunisia.

La seconda considerazione
Per fare il trekking avevamo due GPS con le coordinate geografiche delle tappe intermedie e dei campi di ogni giorno. Non posso dire che non ci siano state d’aiuto, se non altro psicologicamente, ma il vero GPS è stato Stefano, che con la sua conoscenza dei luoghi, ci ha assistito in maniera perfetta, consentendoci di godere in pieno dei panorami, del silenzio e delle stellate serali.

La terza considerazione
Siamo stati assistiti per i pasti da un duo, Tumi e Boubaker, incredibilmente precisi e professionali. Non ci potremo facilmente dimenticare dei cous cous, della chorba e della saporitissima odgia, che sapevano preparare su tre pietre e pochi legnetti. Comunque un ringraziamento anche alle “insalatissime”.

La quarta considerazione
La Tunisia ha bisogno dei turisti in questa fase della sua transizione da un regime ad un assetto democratico.  Nella durata del viaggio ne abbiamo incontrato molto pochi. Tutti i tunisini con i quali abbiamo parlato ci hanno rappresentato questo problema: il paese non vive senza il turismo.
Oltre ai problemi di sopravvivenza della popolazione, anche la transizione politica potrebbe avere dei grossi problemi se le attività economiche si fermano. Molti douziani, per la mancanza di turismo, sono senza lavoro e credo che con la pancia vuota non si possa discutere serenamente di assetti politici e del futuro del paese.
Mi sento di dare un  piccolo consiglio ai viaggiatori che attualmente sono dubbiosi se andare in Tunisia: non abbiate timore di partire, vi riempirete gli occhi di quei magnifici paesaggi, contribuirete per quanto possibile a migliorare le condizioni economiche e, soprattutto in questo momento, sarete maggiormente benvenuti.


Infine vorrei fare i complimenti ai componenti del gruppo:
4 giovani dai ventisette ai trentanni (di cui due come dicevo alla loro prima esperienza nel deserto) che oltre avere la voglia di camminare hanno saputo apprezzare le motivazioni di un trekking nel deserto, ascoltando i consigli di coloro che avevano già fatto questa esperienza e sempre desiderosi di conoscere persone e fatti senza mediazioni (questo non mi sembra poco nella nostra società del consumismo e dell’apparire)
4 meno giovani dai quarantotto ai sessantasei anni (di cui due anche loro alla prima esperienza nel deserto) che hanno affrontato il percorso sì con i piedi un po’ distrutti, ma con una serenità veramente notevole. Non c’è mai stato uno screzio o una piccola discussione, insomma un gruppo con il quale andrei in capo al mondo.

Gianni
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